Vedere in bianco e nero, scrivere a colori

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Parole e immagini, testi e fotografia: è utile creare una connessione tra il mondo della scrittura e il mondo della visione?

Premessa

Qui non si parla di come costruire i post, ma di un approccio di base. Per i preziosissimi seguaci di questo blog non è più un segreto che nel mio percorso siano accostate le due dimensioni, parola e immagine.

Di conseguenza sin dall’inizio ho scelto di inserire nel blog, con una buona dose di trepidazione, solamente fotografie scattate da me. Se anche questa volta sei coraggioso e paziente e vuoi leggermi fino in fondo, provo a raccontarti come agisce sulla mia attività di scrivente-occhialuta la mia passione di vedente-con-obiettivo.

Ti lascio una riflessione emozionale sulla mia esperienza fotografica in bianco e nero correlata alla scrittura. In ordine sparso troverai anche: una piccola nota sull’uso del colore, un grazie diffuso, uno sconfinamento nella tua vita personale senza chiedere permesso, una lacrimuccia finale.

Vedere ciò che non si vede

Fotografare in bianco e nero è faticoso. Vedere in bianco e nero è un percorso di estrazione di segnali, di indizi, di elementi per dare rilievo alle suggestioni ed emozioni che provengono dalla realtà, anche quella più comune e quotidiana. Vedere in bianco e nero è, paradossalmente, un modo per riscoprire ciò che non si vede dandogli una visibilità nuova, facendo leva proprio sulla mancanza di quell’elemento così importante che è il colore. Vedere in bianco e nero è come colorare senza colore. Vedere in bianco e nero è come svelare i segreti che si nascondono dietro al colore.

Per questo, a volte, penso che fotografare a colori – pratica che amo allo stesso modo – sia molto più faticoso rispetto al fotografare in bianco e nero.

Il bianco e nero toglie subito ogni distrazione e, se vogliamo, ci trasporta immediatamente sotto la pelle del mondo che vediamo, in una dimensione che percepiamo subito essere diversa ma ancora in grado di raccontare. Basta pensare, per fare un esempio alla portata di tutti, alla sensazione di lontananza-vicinanza che proviamo di fronte ai vecchi fotoritratti di famiglia in bianco e nero, tralasciando il fatto se siano stati scattati o meno da un occhio creativo.

Colore & bianco e nero a confronto

Rispetto al bianco e nero, per quanto mi riguarda fotografare a colori richiede un discernimento ancora maggiore perché, seppur colorata, la fotografia non è – mai, né a colori né in bianco e nero – una pura e semplice ripetizione o trasposizione oggettiva del reale. Quindi la mia percezione è che, fotografando a colori, il lavoro di astrazione necessario debba ulteriormente crescere.

Detto ciò, torno alla fotografia in bianco e nero e alla continua riscoperta che ne sperimento. Non riesco, neppure sforzandomi, a definire la fotografia in bianco e nero come una cosa vecchia. Anzi, mi sembra che il bianco e nero offra la possibilità di un approccio sempre nuovo, diverso, laterale, parallelo o profondo, a seconda dei casi. Un approccio che non è mai scontato, un approccio necessariamente parziale perché corrisponde ad uno sguardo e ad una emozione da esprimere e condividere, un approccio che intuisce una potenzialità: dare ad ogni scatto una interpretazione nuova della realtà.

Nella mia esperienza fotografare in bianco e nero è un processo di riconoscimento, selezione, tessitura, composizione che assomiglia alla creazione – ma preferirei dire alla invenzione, nel suo significato di ritrovamento – di un testo.

Ciò che conta è il nostro approccio alla realtà

Partiamo dalla fine del processo. Nessun testo, breve o lungo, nasce all’improvviso. Può essere scritto di getto, accade certamente e in sé non è un male. Nel migliore dei casi, però, ciò accade solo alla fine di un lungo percorso preparatorio – fatto di sedimentare, decantare, distillare – che conduce lo sguardo, la mente, il cuore a  individuare e soprattutto a connettere le immagini, le suggestioni, le emozioni principali che costituiranno l’anima del discorso.

Quando l’attenzione che poniamo alla realtà è desta, curiosa e consapevole, gli elementi che ci interessano possono riemergere da un momento all’altro e dai contesti più vari che abbiamo precedentemente vissuto, percepito, assimilato, amato: dalla vita di ogni giorno, dalla letteratura, dall’arte, dalla natura.

Questo percorso, che si potrebbe chiamare – con estrema cautela – processo creativo, non nasce dal nulla, ma da tracce che ognuno di noi può cogliere in qualsiasi situazione e in qualsiasi momento della vita. Ciò che fa la differenza è il nostro approccio alla realtà, la voglia di guardarla da punti di vista sempre nuovi in grado di rivelarci prospettive impreviste.

Scrivere significa ritrovare

Concludo con un parallelo che proviene dalla mia esperienza, è un tirare le fila più o meno condivisibile e forse anche più o meno comprensibile, ma questo me lo dirai tu che con coraggio e pazienza prosegui nella lettura.

Come la redazione di un testo – più o meno emozionale a seconda dei casi, ma il processo creativo per me non cambia – ricava qui ed ora la propria sostanza dal mio vissuto personale accumulato amorevolmente negli anni, e man mano che si sviluppa è in grado di far ri-emergere ritagli di vita, emozioni, sensazioni, alla unica condizione di aver dato loro valore e peso nel mio spazio-tempo passato, così la fotografia in bianco e nero è in grado di ri-mostrarmi qui ed ora anche ciò che adesso non si vede: un ricordo dimenticato, un luogo somigliante, una sensazione già provata, perché nel tempo li ho amati, elaborati, resi parte di me. Ciò significa ri-vivere, ri-trovare, ri-conoscere.

Guarda in bianco e nero, vivi (e scrivi) a colori!

Tutto ciò per dirti con quanto amore e dedizione arrivo a confezionare un testo, breve o lungo che sia. Per me è la soddisfazione più grande, e ti spiego perché. Ci metto dentro ciò che di meglio la vita mi ha offerto e mi offre. Si tratta di una scelta non sempre facile, che mi costringe ad affrontare tutto con positività.

A volte è una vera e propria scommessa. Cose da pazzi in un mondo folle. Per questo sono grata al mio ex capo, di cui taccio qui i difetti, ma così splendidamente tenace e visionario – se mi sta leggendo lo saluto in diretta. Sono grata a chi mi ha insegnato molto, anche senza saperlo. Sono grata ad un mestiere in grado di darmi ogni giorno qualcosa di importante. Ho volutamente sorvolato qui sugli aspetti strettamente tecnici per raccontarti la parte più emozionale, forse più intima e unica del mio lavoro.

Ora che sta per scenderti (forse) la famosa lacrimuccia, mi intrufolo nella tua vita e ti faccio una proposta: prova a vedere in bianco e nero ciò che ti circonda. Cerca chiarezza e senso nella complessità, non farti distrarre. Less is more: seleziona ciò che è davvero importante per te e costruisci su quella base il tuo percorso, che – se vorrai – da personale potrà diventare un’avventura professionale. Guarda in bianco e nero, vivi a colori!

Ora tocca a te

Ti è piaciuta questa riflessione? L’hai trovata comprensibile? Aiutami a migliorarla, lascia qui sotto il tuo commento. Grazie!

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Approfondisci il tema da una diversa prospettiva: Tra parole e immagini. Contrappunti

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6 pensieri su “Vedere in bianco e nero, scrivere a colori

  1. ciao, Federica, è con grande piacere che leggo questo tuo articolo e lascio tracce di me qui! Perché amo la fotografia e la tua analisi/esperienza mi è piaciuta molto, mi ci ritrovo e mi conferma il piacere di tutti noi di conoscerci dal vivo, nella realtà come è accaduto sabato 1° ottobre a Milano al Joomla Festival. Grazie e oggi adotto questo tuo post in #adotta1blogger 🙂

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  2. Appena letto, volevo adottarlo, ma Gloria mi ha preceduto. Emozionante davvero e sposo in pieno il tuo pensiero sul bianco e nero. Io, che ho l’INcapacità più totale a produrre qualunque contenuto fotografico (a colori o meno, non cambia, sempre schifezze mi vengono fuori…) penso che il bicolore sia davvero speciale, dandoti la possibilità di vedere proprio ciò che vuoi. E’ un racconto nel racconto!
    Grazie Federica per questo pensiero

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    • Grazie Silvia per le tue bellissime parole! L’ho scoperto sperimentando, e credo che questo modo di astrarre le cose veramente importanti sia un approccio applicabile anche ad altri contesti, con la dovuta cautela nella trasposizione 😉 Come direbbe Gloria, less is sexy! Grazie anche per aver ricambiato il follow. Postilla: credo di averti incrociata al Joomla! Festival, questa volta il passaggio è dal mondo off line a quello on line e non viceversa, come invece mi capita spesso! Ti auguro una buona giornata 🙂

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      • Hai ragione, si!! Per me è stata la prima occasione di incontrare molti di voi, a parte Gloria che è proprio una sorella!! Speriamo in una prossima occasione allora!! Una buona giornata anche a te!

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  3. Pingback: Colore, scrittura, emozione - Il Mondo di Athena

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