Tu, voi, noi. Quale pronome usare?

Come rivolgerti al tuo destinatario nella scrittura on line? È meglio usare il Tu oppure il Voi? Perché usare il Noi?

Questa è la trascrizione della nota vocale che puoi ascoltare sul mio canale Telegram NuoviConTesti:

❓ Tu, voi, noi. Quale pronome usare?

Buongiorno, rieccoci nel canale Telegram NuoviConTesti.

Sono ancora qui con la mia nota vocale: non sarà perfetta e non lo sarà neanche nei prossimi tempi, e probabilmente mai.

Ma non è questo il mio obiettivo: il mio obiettivo è darti degli spunti da utilizzare nella tua scrittura e nella tua attività di comunicazione.

Sono tutti spunti che io traggo dalla mia esperienza, quindi sono davvero elementi molto pratici, spero possano esserti d’aiuto.

Oggi volevo parlarti di un tema piuttosto diffuso, di cui si tratta davvero tanto, però lo spunto mi è venuto proprio dallo scorso audio: mi sono accorta di aver utilizzato il voi, parlando a te, che adesso mi stai ascoltando.

È una riflessione che va applicata sicuramente alla scrittura, però proprio ascoltando mi è saltato all’occhio [o meglio, all’orecchio] qualcosa che non funzionava.

Allora, innanzitutto, ho deciso di rivolgermi a te – che mi stai ascoltando – da questa nota vocale in poi, e ti darò qualche piccolo spunto per utilizzare i pronomi personali nella scrittura.

Mi riferisco soprattutto alla scrittura on line, perché per la carta si aprono mondi totalmente diversi, e quindi parliamo di questa tematica: utilizzare il tu o il voi, per il tuo destinatario? Che significato ha l’utilizzo del noi?

Una prima osservazione è questa: l’utilizzo del tu crea immediatamente una vicinanza; che sia un’azienda, un ente pubblico, un’istituzione, un’associazione a parlarti, io creo subito un contatto, tolgo la distanza.

Naturalmente dipende dal contesto: se la scrittura che io utilizzo, con la quale do voce all’ente, all’azienda, tratta di un contenuto utile, di una operazione pratica, di qualche cosa che risponde a una esigenza del lettore, è caldamente consigliato l’utilizzo del tu.

Questo vale per la scrittura all’interno di un sito, di un blog, soprattutto per i social: non significa rompere le regole del rispetto, che ci vuole sempre, però è un piccolo accorgimento per creare una vicinanza; è una regola che vale in senso generale, e naturalmente va analizzato con attenzione il contesto in cui si trova la scrittura, in cui si trova il testo.

L’utilizzo del noi abbinato al tu ha la funzione di creare un contesto inclusivo, quindi di aumentare il senso di vicinanza e anche il senso di condivisione delle informazioni, perché l’autore, pur non possedendo l’azienda per la quale scrive – oppure essendo molto distaccato da suo committente – potrebbe essersi trovato nel tempo ad affrontare la stessa problematica.

Quindi, rispondendo a un potenziale lettore e pensando con la categoria noi, l’autore potrebbe riuscire a porsi meglio nei panni del proprio ascoltatore: potrebbe essere un esercizio utile per parlare direttamente al nostro ascoltatore e quindi per non creare delle barriere, anzi, proprio per porci al suo livello.

Diversamente, l’utilizzo del voi crea una distanza.

Se noi – azienda – parliamo a voi – ma voi chi? A voi lettore? – creiamo una distanza inutile, che non serve.

Le parole che vengono utilizzate per la scrittura devono essere quasi invisibili, deve passare il messaggio: quindi, se creo un piccolo ostacolo utilizzando il voi, probabilmente si crea un piccolo contrasto iniziale, una piccola sensazione di disturbo che poi viene trascinata in tutto il testo.

Perciò ricordiamoci sempre che il tu, il voi – e il noi utilizzato a corredo del tu – sono dei piccoli elementi di una comunicazione che deve essere inclusiva, non creare distanze, e soprattutto aiutano a mettersi nei panni dell’interlocutore.

La scrittura deve essere, come dicevo, invisibile, nel senso che non deve essere qualcosa di pesante, non deve essere complicato, deve essere chiarezza.

Tutto questo nel rispetto del nostro ascoltatore: anche un piccolo dettaglio come l’utilizzo dei pronomi personali con un certo obiettivo di comunicazione – che generi conversazione, che generi un risuonare, che generi sintonia – è utile, e quindi è uno spunto molto interessante che ti invito a prendere in considerazione.

Grazie per avermi ascoltata: se vuoi scrivermi e mandarmi il tuo feedback ti lascio il mio indirizzo qui su Telegram, @federicasegalini, oppure puoi scrivermi sul mio sito web a nuovicontesti.com/scrivimi.

Ciao, alla prossima!

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