Due passi in una storia. La mia

DuePassiInUnaStoriaLaMia_NuoviConTesti

Solo lei sa riconoscere e combattere La Parte Opaca di Me.

Lei mi prende per mano.

Ha la forza dei piccoli passi compiuti istante per istante.

Apre gli occhi sul mondo per vederlo tutto, bello e brutto.

Perché la vita è schifo e poesia (semicit.).

Con il sorriso cerca uno spiraglio nel buio.

Cammina con i piccoli per diventare grande.

È senza macchia e senza paura, ed è la mia salvezza.

È La Parte Bambina Di Me.

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Tra parole e immagini. Contrappunti

Tra parole e immagini. Contrappunti - Nuovicontesti

Un mio tratto distintivo è quello di vivere per contrappunti. Una necessità vitale, quasi dettata dall’istinto e che razionalizzo a intervalli di tempo, all’occorrenza.

Per dare valore, peso e sostanza alle parole, materia prima del mio fare, ho bisogno di staccarmi da loro attraverso le immagini.

Per dare senso, nuove prospettive e aria fresca allo sguardo, mi allontano momentaneamente dalla fotografia quando percepisco che sta diventando una abitudine, un calco, una ripetizione.

Ho aperto un blog – questo – che non è il primo della mia vita on line, ma che ne è il filo conduttore. Sono una blogger atipica perché sempre più spesso lo utilizzo per rispecchiare la dimensione che potrei chiamare laterale – ma per me così importante – del mio lavoro.

Lo stile dei miei post non è mai stato e non sarà mai uguale. Dagli appunti operativi alle ispirazioni d’immagine, questo è il luogo dove si spandono le tracce di profumi sempre nuovi. Per me questa infinita possibilità, speranza, apertura è vita allo stato puro.

Non posto da Pasqua, ma quello spazio apparentemente rimasto vuoto è stato in realtà colmo di vita.

Ho bisogno di un varco sempre aperto da cui filtri costantemente uno spiraglio di luce.

Ho bisogno di una continuità solida ma fluida, capace di portare ogni giorno nuova linfa alle mie mani e ai miei pensieri.

Fiorire o volare?

Fiorire o volare? - Nuovicontesti

Fiorire o volare?

Pasqua è sapere che puoi sempre ricominciare.

Un augurio a tutti voi!

Come si accende un testo

Come si accende un post - Nuovicontesti

[il fuoco di un camino]

Completa tu la frase del super classico dei Nomadi, oppure leggi questo testo fino alla fine. Ok, ma che c’entra? C’entra, c’entra. Ora ti dico perché.

Ogni volta che scrivo un testo, come ad esempio un articolo di blog, a me succede come quando devo accendere il camino.

Il camino c’entra sempre, perché lavoro da casa e nelle giornate d’inverno è il mio compagno di avventure preferito.

Scelti prima il pubblico e gli obiettivi, con l’aiuto della metafora vediamo come si fa ad accendere un testo.

Cercare da accendere

Se non hai già in mente uno spunto guardati intorno, adotta uno sguardo da blogger e cerca un input di partenza da sviluppare, interessante per te e che ritieni interessante per i tuoi lettori. Potrebbe essere un’immagine, un avvenimento della giornata, una sensazione vissuta, una notizia da approfondire. Cerca di allenarti a questo tipo di approccio, perché ti sarà di molto aiuto nell’attività continuativa di blogging.

Intrecciare carta e rametti

Se scrivi ogni giorno o con una certa frequenza forse ti capita più volte, nell’arco della giornata, di individuare gli input adatti a diventare articoli. In questo caso ci sono due alternative: o postare subito, oppure annotare immediatamente l’idea – o più idee per più articoli – in qualunque spazio scrivibile tu abbia a disposizione, per non dimenticarla e poterne disporre al momento opportuno.

Avviare il fuoco

Preparata la base di possibili temi da cui partire, comincia a lavorare con le parole per creare una piccola storia con un inizio, uno svolgimento e una conclusione. Nel corso della stesura alcune scintille potranno generare nuove idee e quindi arricchire il tuo testo che sta nascendo. In questa fase non fermarti e lascia che la fiamma si espanda liberamente.

Far crescere il calore

Una volta pronta la prima stesura, rileggi e aggiungi a poco a poco frasi e parole in grado di ravvivare e completare in modo equilibrato quanto hai già scritto. In questo modo il tuo post potrà arricchirsi senza digressioni fuori tema e sarà avviato più facilmente alla sua forma compiuta.

Creare uno spazio invitante

L’ultima cosa da fare è scrivere il titolo definitivo, che ha la funzione di una vera e propria porta. Potresti avere in mente già da subito un buon titolo, ma ricorda di verificarlo una volta scritto l’articolo. Se il titolo ha il giusto impatto può essere determinante per l’apertura o meno dell’articolo da parte del lettore. Se poi mantiene ciò che promette favorirà il ritorno dei visitatori sul tuo blog.

Dare la giusta aria

Se ne hai la possibilità, fermati un attimo per una breve pausa. Ritorna quindi al tuo articolo e leggi tutto una volta senza interruzioni. Avrai immediatamente la sensazione se tutto scorre oppure no, e potrai comportarti di conseguenza cercando di favorire la presenza di un filo conduttore.

Condividere a caldo

A questo punto puoi programmare o pubblicare il tuo articolo, corredato di una o più immagini, e interagire con il pubblico dei tuoi lettori fedeli o potenziali, condividerlo sui social media o tra gli altri blogger che trattano temi attinenti o correlabili ai tuoi. Abbi cura di commentare i post dei tuoi blog preferiti senza forzature e in modo non meccanico: i blog sono fatti da persone per le persone, e se ti porrai in questa ottica la tua presenza sarà ben accolta e, magari, piacevolmente ricambiata.

E ora… divano!

Giunge il momento di contemplare l’opera delle tue fatiche: cosa c’è di meglio di un bel divano proprio davanti al camino scoppiettante, con qualcosa di caldo da bere, e il gatto* a farti compagnia? Ricorda che il momento di contemplazione dovrà sostenere la tua autostima almeno fino al prossimo articolo. Non cedere né a pigrizia né ad accanimento – salvo tu ne abbia saltuariamente e necessariamente bisogno – e cerca di andare d’accordo con i tuoi programmi e scadenze.

*Io non ho un gatto, ma immaginarlo nei pressi di un camino in abbinamento a un divano mi dà una bella sensazione di casa e di calore. Me lo figuro disegnato proprio come nei libri delle scuole elementari, quando si chiamavano così e le frequentavo io un paio di ere geologiche fa.

[non è caldo come il sole del mattino]

Allora: hai acceso il camino, ops, il tuo testo? Dopo averlo amorevolmente preparato e condiviso, se c’è bel tempo puoi rilassarti un attimo e mettere finalmente il naso fuori dalla finestra, proprio lì, verso il sole. Che te ne pare?

Di parole e di altre avventure

Di parole e di altre avventure - Nuovicontesti

Scrivere è una delle mie occupazioni e aspirazioni principali, oltre che preferite. Vorrei scrivere dappertutto, come sempre.

In questo post cerco di indicarti alcuni punti chiave nel processo di scrittura, che di volta in volta ho individuato e trovato utili nel mio percorso. Non significa che siano completi, anzi: la mia salvezza – e non solo mia, credo – è imparare ogni giorno qualcosa di più, perciò ti invito a condividere le tue idee ed esperienze nei commenti.

1. Prima di tutto

Leggere, sempre

Ogni attività di stesura di testi a cui ti avvicinerai ha una premessa essenziale nel tuo vissuto e nelle cose che ami, quindi in te stesso e nella tua vita, nei tuoi paesaggi.

Leggi ovunque ti trovi e su qualunque supporto, osserva ogni frase con consapevolezza, lasciati prendere dalle parole specialmente quando sono bellissime, cerca di associare nella mente parole e immagini, documentati, studia e approfondisci, lascia decantare.

2. Progetto

Per chi devo scrivere

Occorre chiarire da subito con la massima precisione chi è il destinatario del nostro testo: è così possibile scegliere il linguaggio e le modalità adatte per entrare in sintonia con chi ci leggerà. Faccio solo alcuni esempi: potrebbe essere una sola persona, oppure un gruppo di persone con un interesse in comune, oppure ancora un pubblico nuovo di persone da avvicinare e fare incontrare.

Perché devo scrivere

In base al destinatario cerchiamo di definire gli obiettivi del nostro testo. Potremmo avere un tema già prefissato oppure potremmo essere noi a doverlo stabilire. Che cosa devo comunicare? Che cosa voglio ottenere? Individuiamo bene il messaggio da veicolare, il tipo di coinvolgimento che vogliamo creare, l’azione a cui desideriamo spingere il nostro lettore. Offriamo contenuti chiari e utili, concreti e piacevoli.

Dove comparirà il testo

Una pagina di carta, il campo del post, il nome di un prodotto, lo status di Facebook, le parole di una canzone, i 140 280 caratteri di Twitter, una storia per bambini, il corpo testo della mail e il suo oggetto, le didascalie alle foto di un libro, i sottotitoli di un capitolo.

Le destinazioni sono infinite e occorre comprendere le caratteristiche di ognuna per creare il testo adeguato. A te l’augurio di sperimentarne una, alcune o tante. Buon viaggio, e buona fortuna!

Mappa delle idee

Prima di iniziare a scrivere il testo vero e proprio, mi sento di consigliarti una stesura non troppo meditata di tutte le idee, associazioni, immagini che ti si affacciano alla mente. Puoi darti un tempo per questa attività, oppure interromperla quando ti sembra di aver toccato idealmente tutti i punti utili, come fossero una costellazione, per poi selezionare solo gli elementi veramente importanti e vitali per il tuo testo.

3. Stesura

Breve o lungo

La brevità o la lunghezza di un testo sono solo due variabili di stesura e non determinano la minore o maggiore difficoltà nello scrivere. Ogni singolo testo è un mondo con una propria natura. Semplicemente, le difficoltà sono differenti a seconda del testo da produrre. Un testo breve può essere difficile da realizzare perché con l’uso di pochi caratteri deve essere preciso, denso e allo stesso tempo attraente. Un testo lungo presenta ugualmente difficoltà perché ogni sua parte deve essere coerente con tutto il progetto e offrire chiarezza e capacità di coinvolgimento, pur nella complessità dei temi e dei concetti trattati.

Rapido o lento

Lentezza e rapidità sono due dimensioni complementari del testo, sia per quanto riguarda la stesura sia per quanto riguarda la fruizione.

Raramente un testo perfetto o comunque idoneo e corretto nasce subito, ma in alcuni contesti, come nel mondo delle interazioni social, è richiesta una certa prontezza nel gestire specifiche situazioni in tempi brevi.

Si tratta di una prontezza che non nasce sul momento ma proviene da lontano, dalla preparazione, dalle competenze, dall’aver maturato esperienze approfondite che consentono di dare la risposta giusta al momento giusto e nel posto giusto.

Come dire che la rapidità è frutto di un processo lento. E non è una contraddizione.

On line o off line

Lo spazio a cui è destinato il testo – pubblicazioni cartacee, internet, supporti digitali, packaging e molto altro – è una variabile molto importante che meriterebbe una approfondita trattazione specifica.

Molto brevemente, mi limiterò a dire che analizzando e mixando i vari elementi, come il luogo dove si troverà il testo (luogo prestabilito e anche luogo potenziale, visto che potrebbe essere condiviso dove noi non possiamo sapere), il destinatario a cui è rivolto e gli obiettivi che il progetto ha, potremo chiarirci meglio il compito che ci spetta e saremo in grado di costruire il percorso giusto tra le infinite possibilità di testo che possiamo realizzare.

Affrontare il bianco

Occorre superare la barriera dello spazio bianco. Raccogliere le energie e saltare oltre lo scoglio iniziale. I mezzi sono diversi. Per ogni progetto, per ogni supporto lo spazio del testo è diverso, l’ampiezza del testo è diversa.

Ovunque tu debba scrivere, stendi il primo testo senza fermarti, lascia scorrere le frasi nella successione con cui ti vengono in mente, non fermarle perché potresti perdere degli spunti interessanti. Una volta steso il tutto, abbastanza di getto, e quindi scritte le tue idee anche in disordine, potrai riprendere in mano il testo e ricucinarlo a dovere.

Struttura e ritmo del testo

Mi limiterò a suggerire un accorgimento di base che ti aiuterà a costruire una primissima architettura del testo. In linea generale l’attacco del testo è un punto forte. Al centro può seguire un approfondimento, con l’illustrazione di eventuali dettagli. La conclusione è un altro punto forte dove si concentra l’attenzione del lettore. Sono allo stesso modo importanti – anche come gancio visivo – le postille, la firma, i rimandi alla fine.

Se il testo è lungo vi saranno più parti, ognuna caratterizzata da punti di tensione e scioglimento, in modo da costruire un andamento naturale, un ritmo, una sorta di respiro che alterni la massima richiesta di attenzione a parti che favoriscono la riflessione. Il tuo testo potrà avere anche una certa musicalità: prova a leggerlo ad alta voce per verificarne la scorrevolezza e, in ultimo ma non meno importante, per ascoltare l’effetto generato dai suoni.

4. Revisione

Riorganizzare i contenuti

Preparati a una delle fasi più complesse e delicate della scrittura: almeno metà della fatica di scrivere andrà impiegata nella fase di revisione.

Si tratta di riprendere con gli occhi, con il cuore e con la mente tutto quello che hai scritto sino ad ora, metterti nei panni del tuo destinatario, indossare l’abito del più agguerrito spirito critico nei confronti del tuo presunto capolavoro, e lasciare che accada ciò che deve accadere.

Taglia – pota, come se avessi di fronte una pianta che deve crescere bene – ciò che non serve, ripulisci il testo, cambia l’ordine delle parti, elimina rami e foglie secche e lascia le gemme più fresche per far posto a spiragli di vitalità, di condivisione, di avvicinamento, di azione e interazione.

Formattare il testo

Il testo non solo si legge, ma si guarda: si fruisce meglio se non assomiglia ad un muro, e se vi dà l’idea di un giardino arioso.

Una volta superate tutte le frasi descritte sopra crea paragrafi sottotitoli, inserisci spazi di interlinea tra un blocchetto di testo e l’altro, scegli le parole significative – keyword, topic, concetti chiave – da evidenziare con grassetti e corsivi.

Se lavori per un progetto on line, fai vivere e interagire il tuo testo inserendo link interni e collegamenti a risorse esterne.

Correggere refusi ed errori

Naturalmente il tuo testo dovrà essere il più possibile perfetto dal punto di vista formale. Controlla lessico, ortografia, grammatica, spazi prima e dopo la punteggiatura, maiuscole e minuscole, accenti e apostrofi, concordanze e ognuno degli altri mille milioni di aspetti che generalmente sfuggono alla prima lettura. Passa quindi alla fase successiva e ricorda che è il punto di non ritorno, soprattutto se si va in stampa.

Rileggere. Pausa. Rileggere. Pausa. Rileggere

Su internet è possibile correggere in corsa, quindi ci sono delle facilitazioni in merito. Il mio consiglio è di attivare sempre e comunque la massima attenzione, perché potresti non sfuggire all’occhio di lince di qualche navigatore, e sorattutto agli screenshot.

Nel dubbio, anche prima di pubblicare sul web – per lavori su carta ho attraversato molte notti su bozze di progetti piccoli e grandi – rileggi bene tutto e ricorda che la qualità di un avvicinamento, di un approccio, di una conversazione on line passa anche per un testo ben curato nella forma oltre che nei contenuti.

Rileggi più volte, facendo pause per non abituarti – e soprattutto per non affezionarti – a ciò che avete scritto e per tenere desta la tua attenzione. Mano a mano conquisterai maggiore familiarità con questa procedura e ti sarà più semplice svolgerla, perché avrai la consapevolezza di tutti gli aspetti da tenere in considerazione.

Nulla dies sine linea

Una ultima cosa, piccola e preziosa: cerca di scrivere tutti i giorni per affinare la qualità del tuo lavoro. Per questo ti lascio il suggerimento antico attribuito a Plinio il Vecchio.

Qui si conclude, per ora, il mio piccolissimo vademecum per te. Spero possa esserti utile ma usalo per quello che è: una minuscola selezione di spunti per scrivere con coscienza, da arricchire ogni giorno con l’esperienza che fai sul campo.

E ora tocca a te: che cosa ritieni importante per una buona pratica di scrittura?

Le mie radici, fuori e dentro il web

Noi siamo in tre, ma abbiamo una sola radice.

Proprio così mi ha detto il pargolo, descrivendomi i disegni appena terminati, cosa avvenuta – e da me prontamente registrata sul retro del foglio – il giorno 31 dicembre 2013. Sono ancora sufficientemente commossa a distanza di oltre un mese, quindi continuerò semplicemente a contemplare, in silenzio e senza fare null’altro, queste semplici pagine di carta.

Di radici avevo pensato di parlare in questo post, anche se con declinazioni differenti. Radici che da una parte mi tengono incollata ai supporti cartacei, che amo oltremisura, e che dall’altra parte mi spingono a cercare continuamente nuove mappe, nuovi percorsi, nuovi approdi nell’infinito web.

Nella rete ho disseminato appunti sparsi, allo stesso modo in cui – ovunque mi trovi – dissemino note sul retro degli scontrini, sulle mani, sui tovaglioli di carta e su qualsiasi superficie scrivibile, a patto che sia tascabile nelle mie proprie tasche.

Da queste radici, di origine molto tattile, sono nate le mie prime esperienze in rete. Ho aperto il mio primo blog nel 2006. Ora, con un pochino di riserbo, vi presento Notedibordo, nata per contenere immagini e testi e poi divenuta prevalentemente album di sole immagini. Gli aggiornamenti non sono frequentissimi ma è uno dei miei due taccuini web preferiti. Se avete il coraggio di sfogliarlo, troverete – soprattutto agli inizi – un misto tale di cose che, comunque, non avrei cuore di rinnegare.

Non contenta del primo danno fatto nel web, alcuni anni dopo – nel 2008ho aperto un secondo blog. Pensavo di scrivere solo testi, indipendenti dalle immagini, quindi ho provato. Righepiccole è il mio secondo taccuino on line preferito. Anche se i post sono distanziati tra loro e poco regolari, in questo blog ho lasciato le mie emozioni più grandi, lo sento molto vivo. I link esterni portano a blog a volte abbandonati, ma anche in questo caso, essendo il luogo di incontro con persone e storie, non posso cancellarli. Sarebbe come cancellarne il ricordo.

Ecco, adesso almeno un piccolo grazie devo esprimerlo. In questo post mi rivolgo simbolicamente a due persone, fra le tante altre straordinarie che ho incrociato, ho seguito e seguo, davvero capaci di danzare in rete.

Luisa Carrada è da sempre la mia guru professionale. Seguo il suo blog dal 2003, e in dieci anni compiuti non so dirvi quante cose ho imparato grazie ai suoi tantissimi e approfonditi articoli.

Alessandro Bonino – sappiatelo, periodicamente si autodefinisce così: sono una persona orribile, ma invece no – con i suoi post scanzonati che seguo dal 2004, con il suo entusiasmo sperimentatore e la sua capacità di essere presente ovunque nel web ai primordi dei social media, mi ha ispirato ad aprire il mio primo blog.

A margine ma non troppo, mi sembra ingiusto non ricostruire la grande costellazione di tante altre persone che negli anni ho incontrato nel web. Quindi poco per volta – post dopo post, a seconda dell’argomento, e se vorrete seguirmi – chissà, potrei farle conoscere anche a voi.

E a te, che abiti la rete, chiedo: quali sono le tue radici? Quali sono stati gli incontri più importanti per il tuo percorso personale e professionale?