[link] Parole da esplorare

Sono ospite di Cristina Dal Farra, a cui sono grata perché mi ha proposto una bellissima intervista.

Ecco alcuni concetti ai quali riconosco una importanza essenziale:

Alla base di tutto sta una scrittura chiara, diretta, comprensibile: questa impostazione è generata da un grande rispetto per il nostro interlocutore, in particolare per il tempo che sta spendendo nella lettura del nostro contenuto e che deve sfociare in una risposta alle sue reali esigenze.

In abbinamento a una scrittura lineare riprendo il concetto di personale, vale a dire per un contenuto rivolto ad ogni nostro interlocutore.

Non si tratta di una etichetta o di un elemento di facciata, ma di un approccio umano reale che richiede molto impegno e perseveranza.

Ci spostiamo quindi sul piano delle relazioni, capace, se gestito in modo consapevole e trasparente, di unire sempre più la dimensione online e quella offline, tra le quali non deve percepirsi alcuno scarto. 

Grazie Cristina per avermi regalato una preziosa occasione di approfondimento sul mio percorso.

[link] Parole e magie

Debora Montoli: è lei che fa magie, non io.

Ci sono alcune persone che hanno la capacità di creare delle vere magie con le parole 🧚🏻‍♀️ e Federica fa parte di questa categoria. Quando scrive, riesce ad abbinare questa sua competenza a una sintesi perfetta che le invidio.

Debora mi ha riservato uno spazio prezioso nel suo canale Telegram A Lume di Fare, illuminante non solo a parole, ma nella concretezza di ogni singolo contenuto condiviso.

Tra le tante informazioni utili, presenti nella sua nota vocale, ti segnalo l’importanza di saper gestire le idee in ogni momento della vita. Federica ha delle abitudini molto efficaci e usa strumenti all’apparenza semplici ma con un ottimo metodo.

Grazie ancora Debora per avermi ospitata, e per avere permesso di sperimentarmi attraverso l’uso della mia voce.

[link] Parole vive e idee per scrivere

«Pensiamo alla scrittura come a un allenamento che rafforza un muscolo importante, quello della comunicazione con le persone interessate al nostro lavoro».

Sono felice di condividere il nuovo articolo che ho scritto per C+B, ecco il sommario per avere una prima idea dei contenuti:

• smontare da subito il blocco dello scrittore

• scrivere: prima, durante e dopo

• creare una mappa di chi siamo per orientarci nella scrittura

• essere noi stessi, con equilibrio

• custodire il privato

• condividere ciò che è personale

• organizzare l’attività per concentrarci e dare spazio al nostro racconto

• lavorare per blocchi tematici

• partire da una parola per ogni contenuto

• pensare alle domande e alle richieste dei clienti

• rimanere allenati, per scrivere con meno fatica

• scrivere in modo consapevole.

Buona scrittura!

Leggi l’articolo completo: Come trovare le idee per scrivere?

[i miei ospiti #1] Che scrivo? di Samantha Rocca

Da oggi, nel mio blog lascio spazio anche a ospiti scelti che lavorano con la scrittura e la utilizzano come strumento principale oppure trasversale. Nel caso di Samantha Rocca, autrice dell’articolo che segue, la scrittura è protagonista della sua attività professionale – collegata al design e a molto altro, come potrai apprendere dal suo racconto – e del progetto Mamibum, capace di portare uno sguardo nuovo e fresco sul mondo delle mamme. Ma ora lascio la parola a Samantha, che ci parla di sé con il sorriso. Buona lettura! Federica

Un giorno mi diedero una penna, ed io iniziai a volare.

Così è come mi sento quando inizio a scrivere, fluttuando in una nuvola colorata di pensieri, al di sopra di ogni preoccupazione e lontana da ogni meccanismo ingrigito della nostra società.

Solo lì, al di là delle nuvole, proprio dove volano gli aerei, trovo la pace ed ogni ispirazione. Per questo forse amo viaggiare.

Mi chiamo Samantha, per quasi tutti Sami, per gli amici dominicani “La italiana loca” e per le seguaci della mia pagina web “Mamibum”. Sono simpatica, carina e attiva. Assumetemi 🙂 Scherzo. Aggiungo, sono anche ironica, credo sportiva e mi reputo un’appassionata scrittrice.

Vengo dal mondo delle favole o dal mondo delle frivole come preferite.
C’è chi la ama e chi la odia, parlo di lei… della Moda!

Non sono gli abiti ad avermi colpito, ma tutto quello che hanno dentro, dietro ed attorno.

Parlo del linguaggio silenzioso dell’abbigliamento. Perché gli abiti parlano, scrivono, e raccontano storie. Noi indossatori queste storie le personalizziamo, le stravolgiamo e a volte le riscriviamo. O le cancelliamo del tutto.

Mi diverte interpretare i linguaggi della strada, i segnali della società, e i messaggi delle pubblicità. Spesso scrivo le mie riflessioni e le condivido con amici e addetti ai lavori.

Così negli anni mi sono appassionata ai media, alla comunicazione verbale e non, alla sociologia e alle basi della psicologia. Passando per la PNL e la filosofia, convertendomi così in attenta osservatrice alla ricerca di nuovi Trend.

Tutto quello che è Linguaggio mi appassiona, tanto che dalle parole, sono passata a studiare le lingue straniere, per poi approdare ai linguaggi dei computer, l’html e molti altri.

Oggi mi occupo di Comunicazione Strategica, Ricerca Tendenze per il design, Grafica e Sviluppo web. Il mio mestiere potrebbe sembrare per lo più Visual, creazione di moodboard, presentazioni, campagne, loghi, siti internet… Ma vi assicuro non è così.

Le parole e la scrittura diventano essenziali per la buona riuscita di un qualsiasi progetto creativo!

Sappiamo bene che la sintesi è il dono dei bravi comunicatori, il super potere che porta all’effetto WOW e alla buona riuscita dell’acquisto – se la pensiamo in ottica pubblicitaria. Proprio per questo, tutto quello che è testo, quello che è il copy – utilizzando il linguaggio moderno, risulta essere di fondamentale importanza.

A questi livelli, quando si tratta di progettare o ridisegnare una strategia, le fortunate parole elette devono avere una forza incredibile.

Devono gridare ed essere chiassose in questo marasma del mercato odierno. Oppure essere del tutto silenziose… e contro tendenza.

Proprio per questo ho dato vita a “Wild Wild Word”, un progetto dedicato al “selvaggio” mondo delle parole. Un glossario di tendenza per esperti comunicatori e curiosi.

La scrittura è per me uno strumento potentissimo. Lavoro spesso con Key Words e concetti brevi, che il più delle volte mi vengono richieste a cornice dei progetti.
A volte addirittura, le parole me le invento. Creo dei neologismi curiosi per rendere il concetto ancora più immediato, rispetto all’utilizzare parole che conosciamo.

E quanto adoro le onomatopeiche, totalmente sottovalutate! Per non parlare poi dei giochi di parole. Ho un rapporto giocoso con la scrittura! Lo ammetto, volevo iniziare questo testo con “ABCiao a tutti…“ ma mi è sembrato un po’ troppo infantile ed ho optato per una frase a effetto. Vedete… le apparenze! Quanto ingannano.

Le parole, come i vestiti… nascondono qualche verità e dicono alcune bugie. O al contrario, sta a noi interpretarle!

Scrivere il più delle volte mi diverte molto, mi piace condividere quello che penso e raccontare le mie storie ad altri. Forse perché in persona spesso sono più riservata hehe.

Per esempio, parlo di me e della mia famiglia in una pagina web che gestisco… potete leggermi su mamibum.com e scoprirete che lì scrivere non è un lavoro, ma è più che altro un divertimento, uno storytelling che mi intrattiene molto.

Altre volte scrivere mi aiuta. Diventa la “pillola del buon umore”, che mi permette di sfogarmi e di lasciare sul foglio quello che non voglio portarmi dentro. Mi alleggerisco di qualche grammo e lascio spazio solo alle cose belle – e alle frivolezze, ovvio!

Nella mia vita ho scritto di tutto, lettere d’amore, lettere di scuse, lettere d’addio, lettere d’accompagnamento ai cv – che incubo oddiooo! Così come ho scritto racconti, storie vere, storie finte, e riflessioni profonde in momenti pindarici.

Scrivere, come nuotare, come fare yoga… lo interpreto come una forma di disciplina, serve spesso a riordinare le idee, e a sgarbugliare temi complessi.
Si tratta di un’attività che consiglio a tutti, come camminare e leggere. Altrettanto utili allo spirito.

Ho sempre detto che un giorno scriverò un libro, penso di non essere la sola. Ho conosciuto già almeno una decina di persone che hanno avuto la stessa idea. Che originali eh.

Forse quindi il desiderio di urlare le proprie parole al mondo, è il desiderio di tutti?

Io penso di sì, per questo ho capito di non aver più bisogno di un libro. Mi accontento di condividere i miei pensieri con le persone a me care, amici e colleghi 🙂

C’è una frase molto bella che vorrei condividere con voi.
Vi darà l’energia giusta!

Do not try to be original, just try to be good”, Paul Rand.

Trovo che questo concetto sia magnifico. Adesso potete smettere di sbadigliare, ho finito 😉

Vi abbraccio!
Samantha Rocca

Grazie ancora a Samantha Rocca per il suo contributo. Ti consiglio di passare a trovarla nei suoi progetti web e di seguirla per conoscerla sempre meglio. Al prossimo post!

Storie di copy, di agende e di microinizi

Anche i copywriter hanno un’agenda.

Nel caso specifico, ho un’agenda cartacea giornaliera.

Da quest’anno.

Sì, perché fino all’anno scorso usavo un’agenda, sempre cartacea, ma settimanale.

Fino all’anno scorso ero una mamma lavoratrice che doveva, oltre che sui singoli giorni, avere la visione sulla settimana per non perdere il filo tra tutte le cose, agite e scritte.

Da quest’anno sono ancora una mamma lavoratrice, che però deve avere la visione sugli obiettivi di ogni giorno.

Per focalizzarmi sempre meglio e imparare a crescere attraverso il fare, nel rispetto delle scadenze che mi stabilisco.

Un cambiamento poco significativo?

No, perché i piccoli cambiamenti consapevoli, tutti insieme, fanno la differenza.

Una grandissima differenza.

Non si tratta di avere i superpoteri: si tratta di suddividere le situazioni complesse in microsituazioni.

E ho in cantiere un vasto orizzonte di microcambiamenti consapevoli.

Uno ogni giorno.

Ho un orizzonte di nuovi microinizi, dentro un percorso lungo che ha la durata di una vita intera.

La mia.

Scrivere, per trovare nuove domande

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Lasciatemi un poco di spazio bianco, e… no, non ve lo riempirò di contenuti. No, non riempirò proprio tutto. Lascerò un margine, uno spazio di rispetto, come nell’immagine qui sopra. Amo gli spazi bianchi e il respiro che ne deriva, un respiro vitale. Nonostante ciò, o forse proprio per questo, ho aperto un nuovo spazio. Eccolo.

Nuovi contesti: come cambia la scrittura?

Da qualche tempo ho aperto un piccolo gruppo Facebook con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione sui nuovi contesti della scrittura, in particolare sulla scrittura quotidiana contemporanea.

Laboratori per scrivere bene, e vivere meglio

Sino ad ora abbiamo affrontato 5 tematiche di base, suddivise in 5 laboratori:

Laboratorio 1
Contenuto, forma, relazione, pubblico: i pilastri per comunicare bene.
Per comunicare bene

Laboratorio 2
Perché nella scrittura alcune parole sono inutili o, peggio, dannose?
Parole dannose

Laboratorio 3
Le 6 regole di George Orwell sulla scrittura applicate alla scrittura di oggi.
Le 6 regole di Orwell

Laboratorio 4
Come scrivere per farsi leggere nelle e-mail, nei social e negli altri contesti della scrittura contemporanea?
La piramide rovesciata

Laboratorio 5
Oggetto della mail: come farsi leggere, senza farsi dimenticare o cestinare subito?
L’oggetto della mail

Ti lascio qui di seguito la descrizione del gruppo, se può interessarti.

Qui si lavora!

⚠️ Questo è un gruppo-laboratorio, io per prima sono qui per imparare. I contenuti che pubblico sono alcuni tra gli strumenti che io stessa utilizzo per il mio lavoro.

❓ Se vuoi che il gruppo ti sia utile ti invito a rispondere alle domande che pongo nei post. Sono solo degli spunti: il mio desiderio è che si approfondisca insieme, andando oltre le indicazioni date nel post e nel contenuto di partenza.

☕ L’obiettivo è generare una conversazione che sia piacevole e costruttiva per tutti. Naturalmente non è obbligatorio, ma: più tutti partecipiamo, più tutti impariamo. Intanto, posso offrirti un caffè?

➡️ Nel link qui sotto (sezione File del menu principale) trovi tutti i laboratori sino ad ora attivati. Inizia da quello che ti interessa di più e nell’ordine che preferisci, i laboratori sono sempre aperti:

 NuoviConTesti: laboratori

Scrittura, ovunque

✒️ Tutti scriviamo, ogni giorno, per motivi professionali e personali: e-mail, chat, post e commenti nei social, messaggi di ogni tipo in spazi che vanno dai forum ai blog, dai moduli di richiesta informazioni nei siti web ai gruppi su Facebook.

👣 Ti interessa approfondire i principi della buona scrittura come strumento quotidiano, da usare in modo corretto e utile nei contesti più diversi? Sei nel gruppo giusto.

🐌 Vuoi conoscere meglio la scrittura professionale? Vuoi trovare ispirazioni collegate ai temi della comunicazione? Vuoi curiosare tra i percorsi di una copywriter sempre in movimento? Facciamo un pezzetto di strada insieme.

Come gestisco il gruppo

🌐 Io per prima sono desiderosa di imparare da ogni persona e da ogni esperienza che incontro.

🌠 In questo gruppo condivido in anteprima alcuni contenuti selezionati che non ho ancora pubblicato altrove, e posso rispondere alle tue domande.

🎩 Puoi scrivere dei post con domande, link, temi che ti interessano e vorresti approfondire: ogni contenuto è moderato da me, in modo che il gruppo possa funzionare in modo efficace rispetto ai temi della comunicazione e della scrittura professionale.

Grazie per la tua attenzione e per la tua collaborazione, ti aspetto nel gruppo!

Federica

NuoviConTesti LAB su Facebook

Indice dei laboratori

Colore Muba: tuffarsi nella luce. Di bambini, artisti e progetti al femminile

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Aperta fino al 6 gennaio 2019 a Milano la mostra-gioco Colore. Giocare con la luce alla scoperta del colore, esperienza dedicata ai bambini dai 2 ai 6 anni che guida a scoprire la luce, un elemento immaterico ma tanto strettamente legato alla materia e alla vita di ogni giorno.

Un progetto, tanti sguardi

Sono diversi gli attori del progetto Muba e, nello specifico, della mostra-gioco Colore.

La squadra al femminile che ha dato vita ad una realtà articolata, capace di dialogare con il mondo della didattica, della creatività, della scienza, della cultura, questa volta si è messa in gioco con protagonisti di contesti diversi per aiutare i visitatori a ritrovare uno sguardo aperto, curioso, desideroso di approfondire.

Gli artisti che hanno aderito a #ColoreMuba – questo è l’hashtag ufficiale – mettono il loro bagaglio creativo e progettuale al servizio dei bambini, per stimolare e far crescere un modo sempre fresco di osservare la realtà che ci circonda.

Ciò che mi porto a casa dalla visita – come mamma rimasta, non troppo in fondo, bambina – è la voglia di una prospettiva positiva, intraprendente, da coltivare e far diventare allo stesso tempo naturale: cercare connessioni nuove nella vita quotidiana significa trovare ogni giorno lo straordinario nell’ordinario.

Muba: un progetto al femminile

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Scoprire che il progetto del Museo dei Bambini di Milano ha le sue radici in un team quasi tutto al femminile mi ha permesso di approfondire un’esperienza che mi aveva già colpito per la qualità della visione e della prospettiva: tornare al Muba è stato ancora più sorprendente.

Muba sviluppa e diffonde l’educazione non formale, al fine di promuovere una cultura innovativa per l’infanzia con al centro l’esperienza diretta dei bambini, secondo il metodo pedagogico dei Children’s Museums.

Donne e professioniste sono al centro del progetto Muba: da Elena Dondina presidente a Barbara Merati direttore creativo.

La nostra volontà di affrontare un tema complesso e di scomporlo fino a renderlo il più leggero possibile è ben visibile all’interno del percorso della mostra-gioco. I bambini, infatti, sono chiamati a compiere gesti semplici e istintivi che appartengono al loro quotidiano,

spiega Barbara Merati.

Francesca Valan, colour designer e co-curatrice di Colore, ha accompagnato i visitatori durante la giornata di inaugurazione avvenuta lo scorso 9 maggio, con la pazienza e l’entusiasmo di chi insegna a vedere con occhio nuovo tanti aspetti abituali della realtà in cui siamo immersi.

Artisti per dialogare con la luce

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Quattro installazioni sono al centro della mostra-gioco Colore: si possono osservare, toccare, attraversare.

Luce comanda color affronta le sinestesie e la percezione dei colori ed è arricchita dagli scatti del fotografo e scrittore Massimiliano Tappari.

Esci dall’ombra ha come tema l’RGB e la (s)composizione della luce e vede il supporto del creativo Mao Fusina.

Che occhio! è dedicata alla visione in natura e presenta delle illustrazioni realizzate da Nina Cuneo.

Dove ti nascondi? racconta e svela la mimesi degli animali, grazie alle illustrazioni realizzate dal duo creativo Carnovsky.

L’esperienza dei bambini e il ritorno al quotidiano

Nuovicontesti_MubaColore_Unicorno

Li lascio alla fine ma sono i più importanti di tutti: parlo dei bambini, i protagonisti assoluti e i destinatari della mostra-gioco Colore. Senza dimenticare quanto la visita possa giovare anche agli adulti.

Come illustra Francesca Valan,

l’obiettivo della mostra è sperimentare la relazione del colore con la luce e rafforzare attraverso il gioco il legame e le regole che tutti viviamo ogni giorno con il colore. Un suo utilizzo corretto porta al miglioramento del nostro spazio visivo e della qualità della nostra vita quotidiana.

In questo articolo non mi è possibile svelare tutto ciò che ho appreso: posso solo tentare di incuriosire, per spingere a guardare il mondo con occhi sempre nuovi. E, tra un gioco e l’altro, si può anche scoprire come vede i colori un unicorno.

La mostra-gioco Colore è una ottima occasione per avviare i bambini a questo lavoro su se stessi, per aiutarli a sviluppare una più ricca relazione con la realtà.

Le proposte di gioco presenti in mostra sono rivolte in particolare ai bambini degli asili nido e delle scuole dell’infanzia.

La capacità di utilizzare propriamente i colori non è un dono di natura, ma è frutto di una corretta educazione. Come la musica, il colore ha delle precise regole armoniche, ed è importante imparare a scoprirle fin dall’età prescolare. Capire il colore consiste nell’imparare a vedere; saper vedere fornisce nuove chiavi di lettura della realtà.

Questa è la visione alla base di Colore: un approccio educativo prezioso da trasporre nella vita di ogni giorno, con emozione e voglia di esplorare.

Hai visitato anche tu la mostra-gioco Colore al Muba? Lascia nei commenti la tua esperienza e le tue impressioni.