Scrivere per il web: approccio umano e strategico, Latina 27.01

Alzai gli occhi offuscati: in alto, vertiginoso, vidi un cerchio di cielo così azzurro da parermi di porpora.

Jorge Luis Borges, “L’immortale”, in L’Aleph

Questa frase è tratta da un libro di racconti: che cosa c’entra tutto questo con il copywriting e con la scrittura professionale?

Sono parole che generano attenzioneSono parole che creano sorpresaSono parole che costruiscono un effetto visivoSono parole che esprimono una voce unicaSono parole memorabili.

Proprio come dovrebbero essere le parole che riguardano il personal branding e il corporate branding.

In fondo a questo breve post condivido il link alle slide del mio intervento sul copywriting che ho tenuto alla giornata di formazione Social Girls – Rosa Digitale, organizzata da Cosedabionda di Alessandra Ortenzi e Valentina Baldon.

L’evento si è svolto il 27 gennaio 2017 presso BIC Lazio Incubatore d’impresa, nella sede di Latina.

Ringrazio per gli scatti Rita Fortunato (foto in alto a destra), Sara Daniele (foto a destra al centro e a sinistra in basso) e Bruna Athena (foto in basso a destra).

Il mio speech è racchiuso nella presentazione che ho postato su Slideshare. Ecco il link:

Scrivere per il web: approccio umano e strategico

Buona visione e buona lettura!

Educazione digitale: al via il corso-laboratorio di Rachele Zinzocchi

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Digital education: di che cosa si tratta, e perché serve? Sabato 17 dicembre, in TIMspace a Milano, Rachele Zinzocchi ha dato il via ad un nuovo percorso – un vero e proprio laboratorio in costruzione – per portare un cambiamento decisivo nel nostro modo di fruire della tecnologia e del digitale.

Formazione, interazione, comunicazione

Laboratorio di educazione digitale, che significa? In questo post vorrei raccontarvi almeno alcuni tra i punti salienti della prima giornata del corso organizzato da Rachele Zinzocchi.

Non è una trattazione esaustiva perché la giornata è stata davvero ricca e intensa e non è possibile riportare qui tutti i temi affrontati: ho preferito selezionare alcuni concetti essenziali e i valori alla base del percorso di formazione che le persone interessate potranno approfondire insieme agli esperti presenti, volta per volta, nelle prossime puntate del corso.

Un progetto collaborativo

Accanto a Rachele Zinzocchi sono intervenuti Lucia Pecora, Daniele Salvaggio, Pierluigi Vitale, Fabio Ferri, Andrea Trapani, Giovanni Corbetta: professionisti ed esperti che hanno interagito costantemente con il pubblico, sia nel fornire informazioni dettagliate, sia nel chiedere riscontro sulle pratiche quotidiane nell’uso degli strumenti disponibili in rete.

Come spettatrice e come mamma vorrei fare una menzione speciale: il team è stato affiancato da Tamara Maggi – finalmente ho potuto incontrarla di persona – una mamma d’eccezione che ha dato il suo supporto nella comunicazione dell’evento anche live mediante i social, e non solo.

Per costruire l’articolo mi sono servita dei miei appunti sparsi e ho preso spunto dal live tweeting realizzato in modo collaborativo dalle persone presenti all’incontro, che hanno twittato con gli hashtag #Educazione #Digitale, #EducazioneDigitale, #DigitalEducation, #Digital #Education.

I protagonisti della digital education siamo noi

La giornata ha avuto molteplici linee di sviluppo che si sono incrociate positivamente.

Un concetto chiave della giornata è stato quello della connessione necessaria e costante tra generazioni diverse: giovani e meno giovani, figli e genitori, ragazzi ed educatori possono imparare a vivere bene il digitale solo se riescono a interagire in modo positivo, con vantaggio reciproco.

L’educazione digitale è una forma di cultura che può svilupparsi solo se il dialogo tra generazioni diverse è continuo e costruttivo, solo se i più piccoli crescono insieme agli adulti, in un circuito virtuoso di scambio e conoscenza.

Il digitale utile, l’utile del digitale

L’educazione digitale è un tema utile per tutti, contemporaneo e trasversale, che interessa molti ruoli allo stesso tempo: dai genitori ai figli, dai giovani al mondo imprenditoriale, dagli operatori del settore digitale al mondo della scuola.

In proposito si è parlato in modo approfondito della necessità di una educazione civica digitale a partire dalla scuola secondaria di primo grado, ex scuola media.

Nell’ottica di un buon uso del digitale è stato illustrato un progetto teso a collegare il mondo della scuola alle opportunità offerte dall’utilizzo di un social come Facebook nel contesto didattico: uno spunto davvero interessante per conoscere meglio la piattaforma come strumento e per utilizzarlo in modo costruttivo.

Il digitale è uno strumento. Non è buono, e non è cattivo

La rete e le piattaforme digitali che usiamo ogni giorno non sono né buone né cattive. Per un professionista del web può sembrare una affermazione banale, ma è proprio qui il vero fulcro della materia per un uso consapevole di queste nostre appendici tecnologiche da parte di tutti noi, percepite particolarmente naturali dagli utenti più giovani, chiamati per questo nativi digitali.

La consapevolezza e la responsabilità che devono sottostare ad ogni gesto che compiamo on line è essenziale da una parte per vivere serenamente la rete e le sue dinamiche, e dall’altra per difenderci da situazioni pericolose che possono portare anche a perdere la vita, come accaduto in vicende di cui tutti abbiamo sentito parlare.

#StopWebViolence, troll e cyberbullismo: alcune buone pratiche da seguire

In concreto, una pratica sulla quale si è insistito molto durante la giornata-evento è stata quella di non pubblicare contenuti che ci presentino, solo per fare un esempio, in situazioni private, e di non pubblicarli nemmeno con una privacy limitata, perché una volta messi in circolazione possono sfuggire completamente al nostro controllo e generare una diffusione che non siamo più in grado di fermare, con conseguenze anche molto gravi se non bloccata per tempo.

A questo proposito potrebbe anche capitare che alcuni nostri contenuti – foto, ad esempio – siano scaricati e utilizzati da altri in modo improprio, anche se si tratta di materiali che ci presentano senza connotazioni negative.

Potrebbe succedere che una persona ci attacchi con pretesti vari e prosegua con insulti e atteggiamenti di grave prevaricazione.

In tali casi la prima cosa da fare è non dare alcun seguito alle persone che compiono queste azioni – don’t feed the troll – quindi bloccare subito questi profili e fare immediatamente uno o più screenshot da sottoporre nel tempo più breve possibile alla Polizia Postale.

Dati, sicurezza e tool utili per vivere meglio il digitale

In una fase di approfondimento tecnico si è parlato di dati, con particolare riferimento a WhatsApp e Telegram, app quest’ultima attualmente riconosciuta per la sua sicurezza. A titolo di esempio, a proposito di WhatsApp e della sua acquisizione da parte di Facebook, si è posto l’accento sulle clausole non per tutti chiare e spesso macchinose – che, di conseguenza, in pochissimi leggono – in riferimento all’uso dei nostri dati.

In linea molto generale, i nostri dati vengono raccolti e utilizzati dalle piattaforme di vario genere che ci offrono i loro servizi gratuiti, dai motori di ricerca ai social alle applicazioni di messaggistica: vengono organizzati per profilare gli utenti e, ad esempio, per mostrare annunci pubblicitari mirati.

Tra i vari tool utili presentati uno in particolare mi ha colpito. Per illustrare come è possibile recuperare in modo molto semplice tutto ciò che pubblichiamo è stato mostrato uno strumento in grado di individuare in un solo clic tutte le tipologie di contenuti pubblici inserite da un profilo personale qualsiasi in Facebook.

Ciò non è stato fatto per generare inquietudine fine a se stessa – sulla quale si è anche scherzato durante il corso – ma per confermare ancora una volta che solo la consapevolezza del digitale come insieme di strumenti, la conoscenza delle dinamiche che governano le azioni on line e la responsabilità con cui compiamo ogni nostro gesto in rete possono contribuire a rendere l’universo digitale un mondo migliore in cui abitare, da armonizzare con la nostra vita off line.

Conclusioni

Spero di avervi dato con questo post almeno un cenno dell’importanza e della ricchezza dei temi affrontati durante la giornata del 17 dicembre.

L’attenzione è stata puntata sulla formazione degli adulti, perché i giovani possano vivere al meglio, insieme a loro, il digitale in cui sono nati, e sull’idea di laboratorio permanente come strumento per una formazione di valore.

Questo post non è esaustivo e non potrebbe esserlo: per prima cosa ti consiglio di seguire Rachele Zinzocchi e le prossime puntate del suo corso-laboratorio. Se desideri aggiungere a questo post informazioni più complete e dettagli approfonditi ti invito a farlo – è essenziale per la crescita di tutti – nei commenti qui sotto. 

[link] Alla scoperta di nuovi scenari del copywriting, intervista a Federica Segalini

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Oggi sono ospite di Keliweb, che mi ha intervistata. Ringrazio di cuore Vincenzo Abate e il suo staff per la bella opportunità che mi hanno offerto. Ed ecco a voi cosa ne è uscito… Alla scoperta di nuovi scenari del copywriting, intervista a Federica Segalini.

Due passi in una storia. La mia

DuePassiInUnaStoriaLaMia_NuoviConTesti

Solo lei sa riconoscere e combattere La Parte Opaca di Me.

Lei mi prende per mano.

Ha la forza dei piccoli passi compiuti istante per istante.

Apre gli occhi sul mondo per vederlo tutto, bello e brutto.

Perché la vita è schifo e poesia (semicit.).

Con il sorriso cerca uno spiraglio nel buio.

Cammina con i piccoli per diventare grande.

È senza macchia e senza paura, ed è la mia salvezza.

È La Parte Bambina Di Me.

Tra parole e immagini. Contrappunti

Tra parole e immagini. Contrappunti - Nuovicontesti

Un mio tratto distintivo è quello di vivere per contrappunti. Una necessità vitale, quasi dettata dall’istinto e che razionalizzo a intervalli di tempo, all’occorrenza.

Per dare valore, peso e sostanza alle parole, materia prima del mio fare, ho bisogno di staccarmi da loro attraverso le immagini.

Per dare senso, nuove prospettive e aria fresca allo sguardo, mi allontano momentaneamente dalla fotografia quando percepisco che sta diventando una abitudine, un calco, una ripetizione.

Ho aperto un blog – questo – che non è il primo della mia vita on line, ma che ne è il filo conduttore. Sono una blogger atipica perché sempre più spesso lo utilizzo per rispecchiare la dimensione che potrei chiamare laterale – ma per me così importante – del mio lavoro.

Lo stile dei miei post non è mai stato e non sarà mai uguale. Dagli appunti operativi alle ispirazioni d’immagine, questo è il luogo dove si spandono le tracce di profumi sempre nuovi. Per me questa infinita possibilità, speranza, apertura è vita allo stato puro.

Non posto da Pasqua, ma quello spazio apparentemente rimasto vuoto è stato in realtà colmo di vita.

Ho bisogno di un varco sempre aperto da cui filtri costantemente uno spiraglio di luce.

Ho bisogno di una continuità solida ma fluida, capace di portare ogni giorno nuova linfa alle mie mani e ai miei pensieri.

Uno, nessuno e centomila modi di essere nel web

Uno, nessuno e centomila modi di essere nel web

Ultimamente – no, in realtà da sempre – amo le domande esistenziali, abbiate pazienza.

Questo post non sarà in ogni caso esaustivo, anzi. Come tutto quello che scrivo qui. Se volete, fateci un pensiero sopra.

Chi siamo?

Veniamo al punto. Di questi tempi la nostra identità off line va sempre più a completarsi e infine a coincidere con la nostra identità on line, che lo vogliamo o no. Il fatto di usare il nostro vero nome al posto di un nick ci apre nuove prospettive, nuove connessioni e nuove relazioni, ma ci pone anche di fronte a nuove scelte di responsabilità.

L’identità on line non è affatto virtuale, è ben altrettanto reale rispetto all’identità off line, e il comportamento che teniamo nel web è soggetto a regole talvolta sottovalutate ma di assoluta importanza per una buona vita nella dimensione digitale.

Social web e relazioni

Vi porto un piccolo esempio tratto dalla mia esperienza. Da quando frequento il social web con una certa consapevolezza, le mie relazioni interpersonali sono diventate più ricche ed intense.

Se incontro fisicamente una persona dopo tanto tempo in cui non ci siamo viste, ma se nel periodo intercorso abbiamo continuato a comunicare, dialogare, condividere tramite i social, ho la netta percezione che il nostro rapporto nel frattempo sia realmente cresciuto proprio grazie allo scambio on line di pezzetti di vita, di emozioni, di momenti, di riflessioni.

Si tratta di relazioni sia professionali sia di amicizia, che hanno entrambe una radice comune nel web, essendovi confluite o – in alcune circostanze – nate.

Personal branding

Restringendo il tema al contesto professionale, che talvolta con sorpresa non è privo di risvolti amicali, a questo punto è d’obbligo anche solo citare il tema trasversale del personal branding, in particolare on line, che naturalmente si rivolge non solo ai professionisti del web ma a chiunque svolge un lavoro, ha relazioni con clienti e fornitori, instaura collaborazioni e rapporti di fiducia con altre persone, siano essi il titolare d’azienda oppure il docente universitario.

Pronto, chi parla?

A corollario, come le persone devono imparare letteralmente a mettere nel web la propria faccia, anche le aziende devono imparare a parlare nel web come aziende fatte di persone: per far questo non basta sospendere i profili personali e sostituirli con le pagine dedicate alle aziende utilizzabili nei vari social, ma occorre una formazione costante – o almeno una consulenza seria e approfondita – rivolta al personale che deve occuparsene, se non si tratta di professionisti del web. Inutile dire che anche i professionisti del web necessitano di una formazione permanente.

Cosa, come, perché

Tornando alle persone, l’esigenza primaria è quindi cercare di definire – e di conseguenza unificare – la nostra vera identità personale e professionale. Per questo dobbiamo chiarire bene a noi stessi:

1. cosa sappiamo fare
2. come lo facciamo
3. perché vale la pena scegliere noi.

Un curriculum vitae diffuso

Non si tratta di creare solo un elenco di competenze, ma di esprimere la parte più appassionata, profonda e interessante della nostra personalità: un vero e proprio lavoro che ha l’ulteriore vantaggio di farci crescere in consapevolezza.

Per non sbagliare dobbiamo tenere sempre in mente le tre chiavi indicate qui sopra ogni volta che condividiamo pubblicamente dei contenuti. Dobbiamo pensare che tutto ciò che postiamo costituisce una sorta di curriculum vitae diffuso. In questo modo potremo presentarci bene in tutti i nostri profili social, che non devono essere tanti, anzi meglio se sono pochi, aggiornati e ricchi di informazioni.

Postilla. I miei sconfinamenti

Ed ecco il momento dello sconfinamento. Vi lascio con una suggestione che appartiene al mio vissuto. In circostanze particolari, e quando ho la possibilità di investire un certo tempo, amo il fatto di poter stendere un post prima su carta – in tutte le forme: mappa concettuale, appunti, pensieri sparsi, pensieri argomentati – per poi riportarlo, in un secondo momento, nel mio blog.

Questa continuità tra off line e on line a me fa bene e mi serve perché dà ulteriore concretezza ai miei pensieri e a ciò che realizzo. Probabilmente per me è un bisogno, e di certo è uno dei modi per offrire connessioni sempre nuove alla mia vita nel web.

Ora tocca a te

E voi, che ne pensate?

Quante identità avete inventato nel corso della vostra vita in rete? In che modo esprimete la vostra personalità nel web? Quali strumenti social utilizzate? Come utilizzate i social durante la giornata di lavoro?

Buona riflessione e buon lavoro, a presto!

Il coraggio delle donne nell’era del social web

Il coraggio delle donne nell'era del social web - nuovicontesti

Dedicato alle donne che incontro ogni giorno, on line e off line.

C’è un tema che mi sta a cuore e che mi frulla in testa da un po’ di tempo. Un tema trasversale al mondo della scrittura e dei contenuti per il web, un tema che si arricchisce sempre più con nuovi esempi di esperienze vissute e condivise.

Prima di tutto, grazie

Senza chiamarle per nome, ma con estrema gratitudine, con questo post vorrei ringraziare per la testimonianza di coraggio che ogni giorno mi danno – spesso senza saperlo –  le donne giovani e meno giovani, con figli o senza figli, single oppure no, che – oggi come nel passato – con vero spirito anticrisi si stanno reinventando o si sono reinventate non solo una nuova vita, un nuovo modo di pensare, un nuovo modo di fare comunità, ma anche una nuova professionalità.

Tutto ciò senza dimenticare l’altra metà del cielo, che in questo post sarà menzionata solo qui ma che, in tanti casi, costituisce una presenza importante, rispettosa e collaborativa nella vicenda di queste donne.

Donne e nuove professionalità

Vorrei soffermarmi, in particolare, sulle storie di donne alle prese con una nuova professionalità. Talvolta si tratta di storie invisibili ai più, storie che conosco solamente di persona grazie ai rapporti familiari o di amicizia; talvolta sono storie più largamente condivise, che leggo tra le righe dei social media.

Restringo ancora il campo e punto l’attenzione su queste ultime storie più visibili on line, non tanto perché siano più rilevanti di quelle che rimangono off line, quanto per sottolineare – ancora una volta – che un buon uso dei social media e del web può essere un veicolo molto importante di competenze e talenti per persone assolutamente normali che hanno imparato a fare della propria quotidianità, del proprio modo di essere e della propria creatività una vera risorsa.

Sono davvero tante le donne che hanno avviato oppure stanno avviando una attività in proprio e che, senza farsi bloccare – per dirne due – dai percorsi della burocrazia e dalle difficoltà della pianificazione economica, sanno esprimere anche on line e con buone strategie di comunicazione non solo il loro saper fare, ma anche l’energia, l’entusiasmo e la passione che le anima.

Donne per le donne

A corredo di questo post, vi segnalo che ci sono anche donne che lavorano per le donne. Solo un esempio: vi indico un sito utilissimo e che naturalmente adoro. Si tratta di C+B, in cui le donne creative che desiderano avviare una attività imprenditoriale possono trovare notizie, informazioni, opportunità, consulenza e tantissimi altri spunti.

E io? Io sono una donna assolutamente normale e dunque sufficientemente folle, inoltre possiedo alla perfezione anche i vari lati viperini che per lo più – così si dice e così va il mondo – competono a chi è femmina come me.

Ma sono orgogliosa di essere donna e di esserlo a modo mio, e non mi stanco di ripeterere che sono – ogni giorno di più – riconoscente per i tantissimi esempi di coraggio, cura, curiosità, attenzione, pazienza, sensibilità, creatività, capacità di ascolto, lungimiranza e determinazione che vedo splendidamente fiorire intorno a me.

Un patrimonio di immenso valore per tutti, da assimilare, far crescere e soprattutto da condividere, il più possibile.