[#aedidigitali] La verità, forse, nelle bugie

nuovicontesti-federica-segalini-aedi-digitali-bugia

Dove portano le bugie? A volte portano nel cuore della verità.

Figlio,

da quando sei nato ho colto dal tuo sguardo che sei trasparente come un cristallo. Non riesci ancora a mentirmi. Non riesci del tutto. Perché, quando lo fai, i tuoi occhi hanno un fremito, un guizzo che per ora non mi sfugge.

E mi chiedo:

quando arriverà il momento in cui questa mia minima percezione svanirà? Ci sarà un momento in cui avrai bisogno della bugia, e la userai senza che io me ne accorga?

Spero non ti serva mai dirmi delle bugie.

Oppure spero che tu mi dica: No mamma, è una cosa brutta e te ne posso dire solo un pezzetto, ci penso, provo a dirtelo tra un po‘. Ti darò tutto il tempo che ti occorre, figlio, ma tu sai che io so, non tutto, ma un po’.

O forse è meglio sperare che tu mi dica delle bugie,

per vederti rabbuiare all’improvviso, presa coscienza, appena prima del tuo pianto come pioggia che lava, per aver estratto la spina dolorosa, e a quel punto capire che non tratterrai più in te il racconto di tutte le cose? Non ti giudicherò per questo. Lo sai, e lo so.

Credo che non ti sgriderei se tu mi dicessi una bugia,

anche grossa. So che le bugie, a volte, danno la sensazione di attenuare – anche solo per un momento – il dolore che potresti portare a un’altra persona.

Vorrei essere capace di accettare le tue bugie,

se e quando arriveranno. Perché so che potrebbero essere un sentiero verso la verità. Non ti sgriderò, di certo mi scapperà una lacrima o più probabilmente un milione di lacrime, ma io sarò sempre lì per aiutarti a fare luce, anche se tu vedrai il buio.

Non sono qui per punire le tue bugie,

sono qui per accompagnarti. Sono disposta a camminare con la tua bugia, fino a quando tu stesso avrai abbandonato la paura di ammetterla.

Ti insegnerò che esistono le mezze verità,

che non dicono tutto, ma non mentono. Sono quelle bugie dolci che aiutano a vivere, che stanno lì, sospese, fino a quando arriva il momento di affrontare certe verità con una mente adulta.

Non ti nascondo quelle verità.

Non ti nascondo la morte, la malattia, le cose brutte di cui sai o intuisci l’esistenza, ma che non vorresti mai ascoltare, conoscere, vivere. Loro stanno lì, e non cerchiamo di spiegarle subito, a tutti i costi. Piano piano le affrontiamo insieme, mentre cresci. Mentre cresciamo, e siamo almeno in due.

Ti insegnerò anche a non avere paura della verità,

soprattutto quando si veste da bugia, quando teme di ferire, come quando il tuo sguardo così trasparente non osa fissarmi diritto negli occhi, ed è velato da un’ombra che sfugge. Ti insegnerò a riconoscere le bugie dette per amore, anche le tue, e ti aiuterò a superarle.

Per questo motivo credo tu abbia gli occhi così grandi:

per guardare il mondo e per lasciarlo entrare da quelle finestre spalancate, così delicate, raccolte tra le tue ciglia lunghe. Per guardare diritto, senza timore, negli occhi miei e negli occhi delle persone trasparenti che avrai la fortuna di incontrare, se lo vorrai.

Non so se ci riuscirò, ma ci proverò.

Un abbraccio, figlio.

Questo post nasce dal tema bugia proposto nel gruppo Facebook Aedi digitali.

Annunci

Percorsi tra parole, colori, voce: dalla progettazione della socialità agli alfabeti magici, dalla lettura per scrivere alla scrittura come nave in mezzo all’oceano

ImmagineTestoPost_FORMAT_CammnareConLaVoce

La consapevolezza, l’esplorazione e la creatività sono il filo conduttore dei laboratori da 21 a 25, compreso un intervallo, che ho pubblicato nel gruppo Facebook NuoviConTesti LAB.

Qui sotto ti lascio qualche appunto in ordine sparso sui vari argomenti trattati, tra loro interconnessi.

E ora, se vuoi: giochiamo? Riesci a indovinare a quale laboratorio si riferisce ogni breve estratto?

Se preferisci, più sotto trovi l’elenco ordinato degli ultimi laboratori.

Ricorda o segna su un taccuino le parole che ti hanno colpito, i titoli ben fatti che hanno mantenuto la promessa, l’avviso pubblico che non si è perso nel burocratese, l’e-mail che non ti ha fatto sbadigliare, l’uso di caratteri, spazi, dimensioni, colori.
La scrittura come strumento quotidiano riguarda due ambiti, quello professionale e quello creativo, che per me si relazionano in modo quasi paradossale: gli ambiti professionale e creativo sono al contempo necessari, complementari e inscindibili.
Qui sotto [nel laboratorio corrispondente] trovi alcuni brevi estratti che permettono di immaginare, da subito, una strategia di comunicazione – e, di conseguenza, una scrittura – fondata sulle relazioni, vale a dire su un percorso che nasce dalla collaborazione, dalla reciprocità.
A che cosa può servirti un testo organizzato secondo un criterio alfabetico? O meglio, partendo a ritroso: come puoi applicare questo schema alla tua scrittura? Come puoi aiutare la tua scrittura attraverso una tecnica alfabetica? Ad esempio, l’alfabeto può aiutarti a individuare una serie di concetti, se hai bisogno di stendere un testo complesso e non sai da dove partire.
L’obiettivo di questo laboratorio è aiutarti a colmare la distanza tra off line e on line, evitare la sensazione che nel web tu appaia in un modo, e di persona in un altro. Non si tratta solo di una spiacevole impressione: si tratta proprio di costruire la fiducia reciproca con l’interlocutore. Sin dalla prima pagina, dal primo articolo, dal primo post.
«Quando uno ti racconta con assoluta esattezza che odore c’è in Bertham Street, d’estate, quando ha appena smesso di piovere, non puoi pensare che è matto per la sola stupida ragione che in Bertham Street, lui, non c’è mai stato».

[aspetta un attimo a gugolare: conosci il libro da cui è tratta la citazione?]

Ora, se ti trovi meglio, ti scrivo un elenco più chiaro dei laboratori.

Laboratorio 21
Alla base della scrittura nei social, e non solo: la «progettazione della socialità» secondo Mafe de Baggis.
Progettare la socialità

Laboratorio 22
Scrivere per esplorare: libri, alfabeti e dizionari magici per attraversare in un modo del tutto nuovo un orizzonte consueto.

Laboratorio 23
Leggere, per scrivere. Per migliorare la tua scrittura da subito e per sempre, prova a fare l’esercizio che ti propongo.

Laboratorio 24 
Scrivere per comunicare: dimmi chi sei. Che cosa occorre fare prima di scrivere?
Dimmi chi sei

[intervallo tra laboratori]
Camminare con la voce. Nuovi e vecchi percorsi tra parole, colori e voce, per scrivere sempre meglio.
Parole, colori, voce

Laboratorio 25
La buona scrittura è una nave in mezzo all’oceano, che ruba l’anima al mondo.
Scrittura e navi

[ricette365] Spalanca e contempla

ricette365-spalanca-nuovicontesti-federica-segalini

Ricetta 168. Spalanca occhi e mani, apri naso e bocca, scoperchia mente e cuore. Lascia depositare i pensieri sul fondo, cammina e contempla. Puoi già versare tra le ombre fermenti di nuova luce.

Ricette365 su Facebook

Ricette365 su Tumblr

Ricette365 su Telegram

 

Invenzionario: giocare con le parole, per lavorare meglio

altallenare-federica-segalini-copywriter-nuovi-contesti

Altallenare.

Movimento oscillatorio tipico della vita, in cui ci è richiesto di consolidare ogni giorno pazienza, energie, volontà per attraversare i momenti difficili e volare ogni volta più in alto, con l’aria a rinfrescarci il viso.

C’è una parte di me che gioca con le parole, continuamente, per alimentare con nuovi germogli la parte più razionale del mio lavoro.

Sperimentare con costanza nuovi contesti mi porta a individuare connessioni e modalità nuove per una comunicazione sempre più umana, etica ed efficace, non solo professionale ma anche personale, che sia veicolo di valore condiviso e strumento di relazioni costruttive.

Il gioco di parole che ho iniziato è molto serio perché dialoga con la mia vita, e produce risultati come Altallenare.

A proposito, in questo periodo sto rivedendo alcuni aspetti della mia comunicazione personale e professionale: sto facendo il lavoro più difficile che potrei immaginare, anche rispetto a quello che svolgo ogni giorno per i clienti.

Mi sto altallenando con energia, entusiasmo, fatica e tanta curiosità, come al mio solito.

Se il gioco delle parole piace anche a te e desideri giocare un poco insieme a me, puoi rintracciarne il filo seguendo l’hashtag #invenzionario nei principali canali digitali in cui sono presente:

Se preferisci scendere più a fondo ho un’altra proposta da farti: vuoi altallenarti con me, nel campo della scrittura?

Se desideri approfondire i temi e le buone pratiche della scrittura quotidiana contemporanea, professionale e personale, puoi farlo iscrivendoti al mio gruppo-laboratorio su Facebook:

Ti aspetto per un caffè, un caffè lento.

A presto,

Federica

Invenzionario: tutte le parole

Il tempo lento di un caffè

nuovicontesti-federica-segalini-copywriter-tempo-lento

Ti offro un caffè, ma non è il solito caffè. Un nuovo anno è alle porte, si chiama 2018. Ti lascio una piccola riflessione e un desiderio, a partire da un gesto molto concreto.

Ho un desiderio: rubare tempo al tempo, catturare il poco tempo che ho e dargli più valore possibile.

Da quando sono mamma per la seconda volta questa urgenza si è rafforzata e ha semplicemente amplificato in me la percezione di una esigenza che è di tutti.

Da circa due anni, complice anche il fatto che lavoro in casa e non tutti giorni incontro persone, prendo pochissimi caffè durante la giornata.

In più, attualmente la mia colazione parte da un caffelatte composto di latte caldo, miele e caffè solubile. Caffè solubile, ahimé e doppio bleah.

Questa scelta non è dettata da motivi di salute ma da una illusione di risparmiare tempo. Che invece è tempo perduto. Che non torna più.

In quei due minuti di preparazione della moka è racchiuso un mondo che ho bisogno di recuperare.

Svita, metti l’acqua, metti il caffè, avvita, posa sul fornello. E nel frattempo: annusa l’aroma, pregusta il tuffo del caffè nel latte oppure il caffè da solo, liscio o zuccherato, bollente o tiepido, come preferisci.

Dalla stanza accanto senti il borbottare del caffè che sale. Presto si ripeterà l’appuntamento quotidiano: quell’istante circondato da un prima e da un dopo, quando l’aroma del caffè rimane a farti compagnia nel naso e nella bocca dopo averlo bevuto, anche se velocemente.

Il gesto di fare e bere il caffè è un piccolo regalo che puoi farti ogni giorno, rubando tempo al tempo. Un tempo breve che ti regali, un fermarsi con te stesso che nessun altro può darti.

In questi mesi mi sono illusa di poter risparmiare sui piccoli gesti, e mi sono sbagliata.

Il gesto del caffè è solo un piccolo esempio del fatto che dedicare a noi stessi momenti anche molto brevi possa cambiare a fondo, un passo dopo l’altro, la qualità della nostra vita.

Non ho ancora ripreso a farmi il caffè con la caffettiera, ma lo prendo come impegno per il nuovo anno in arrivo.

Un impegno da non rimandare più, che da domani applicherò anche a tanti ambiti diversi: il tempo per una chiacchierata, per un gioco con i miei figli, il tempo per la musica, per la fotografia, per l’arte e per le passeggiate nella natura, in qualsiasi stagione. Il tempo per la bellezza.

Mentre preparo e bevo il caffè, riprendo per me il tempo lento che mi fa stare bene e di conseguenza fa stare bene le persone che ho intorno.

È una delle piccole scelte capaci di migliorare la vita di ogni giorno, da subito.

Vuoi prendere un caffè con me? Regalo a me e regalo a te questo tempo che ho riscoperto essere molto, molto prezioso.

Due passi in una storia. La mia

DuePassiInUnaStoriaLaMia_NuoviConTesti

Solo lei sa riconoscere e combattere La Parte Opaca di Me.

Lei mi prende per mano.

Ha la forza dei piccoli passi compiuti istante per istante.

Apre gli occhi sul mondo per vederlo tutto, bello e brutto.

Perché la vita è schifo e poesia (semicit.).

Con il sorriso cerca uno spiraglio nel buio.

Cammina con i piccoli per diventare grande.

È senza macchia e senza paura, ed è la mia salvezza.

È La Parte Bambina Di Me.

Fiorire o volare?

Fiorire o volare? - Nuovicontesti

Fiorire o volare?

Pasqua è sapere che puoi sempre ricominciare.

Un augurio a tutti voi!