[link] Parole diffuse

Siamo (anche) ciò che scriviamo.

Ogni giorno, scrivendo, estendiamo il nostro curriculum diffuso.

Nella lettera 14 rifletto su quanto scrivere sia rilevante nella nostra vita quotidiana professionale e personale.

Spesso dico che il testo da noi scritto in ogni tipo di spazio (come persone, come professionisti, come aziende – ma le aziende sono fatte di persone) confluisce in una sorta di nostro curriculum vitae diffuso, in evoluzione costante, con particolare riferimento alla dimensione online ma non solo.

C’è anche un refuso (almeno uno), trovalo e scrivimi, ti farò una sorpresa.

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[link] Parole e magie

Debora Montoli: è lei che fa magie, non io.

Ci sono alcune persone che hanno la capacità di creare delle vere magie con le parole 🧚🏻‍♀️ e Federica fa parte di questa categoria. Quando scrive, riesce ad abbinare questa sua competenza a una sintesi perfetta che le invidio.

Debora mi ha riservato uno spazio prezioso nel suo canale Telegram A Lume di Fare, illuminante non solo a parole, ma nella concretezza di ogni singolo contenuto condiviso.

Tra le tante informazioni utili, presenti nella sua nota vocale, ti segnalo l’importanza di saper gestire le idee in ogni momento della vita. Federica ha delle abitudini molto efficaci e usa strumenti all’apparenza semplici ma con un ottimo metodo.

Grazie ancora Debora per avermi ospitata, e per avere permesso di sperimentarmi attraverso l’uso della mia voce.

[i miei ospiti #2] Scrivere e progettare, di Giulio Muto

Giulio Muto si occupa di architettura e di grafica, inoltre è un grande appassionato di cinema: qui puoi leggere un suo pezzo. L’ho incontrato quasi per caso attraverso Telegram, e da quel momento non abbiamo più smesso di interagire, in modo sempre più costruttivo. Ha un fare discreto che mette in risalto la sua professionalità, il suo entusiasmo e la sua energia. Qui puoi leggere la puntata precedente.

L’arte dello scrivere accompagna chiunque da sempre.

Preceduta storicamente dalle arti figurative, strumento espressivo di un’esigenza quasi primordiale di trasporre i pensieri in immagini, la scrittura costituisce lo strumento con il quale diamo una forma strutturata e precisa traducendo i pensieri in parole.

Nell’ambito del costruire, dell’architettura e delle arti grafiche, che si espandono sempre più nella sfera della multimedialità, la scrittura assurge al ruolo di strumento marginale seppur fondamentale. Un mondo in cui l’immagine, sia essa statica o in movimento, astratta o tecnica, gioca il ruolo principale, la scrittura si frappone nella fase di accentuazione e sintesi di un concetto già rappresentato figurativamente.

Potrebbe stare a margine di un lavoro come anche nella parte centrale e più impattante di un processo comunicativo e rappresentativo.

Nel mio caso, la scrittura in prosa occupa un ruolo importante tanto quanto quello dell’espressione grafica.

Il processo artistico, a livello concettuale, non è normato da regole e procedure quanto piuttosto da criteri e canoni.

È buona norma seguire un criterio procedurale per fasi, dal concepimento di un’idea, passando alla sua rappresentazione preliminare, cioè la fase in cui si compiono le scelte progettuali più importanti, arrivando alle fasi finali di definizione dell’idea ormai consolidata.

Durante tutto questo procedimento la scrittura è sempre presente, come accompagnatrice di un percorso costituito da più strumenti tesi tutti al conseguimento di uno stesso obiettivo.

Gli schizzi su carta di un progetto tecnico o grafico sono un amalgama di disegno e scrittura, un dualismo spesso imprescindibile per la comprensione l’uno dell’altro.

Così come nella fase di definizione la scrittura funge da strumento per relazionare e descrivere un progetto definito in tutto il suo insieme e completo di tutte le sue parti.

La scrittura non rappresenta unicamente uno strumento utile alla professione, anzi è soprattutto un canale di sfogo per le emozioni, le ispirazioni, le passioni.

Una passione per un determinato ambito professionale in cui non si opera personalmente, può trovare il proprio sfogo e appagamento attraverso la scrittura. A tal proposito possiamo aprire una parentesi sui lati positivi del progresso tecnologico, il quale dietro molti difetti (la micro-comunicazione nella telefonia) e le sue insidie (tutti i rischi derivanti dalla realtà virtuale nel web) nasconde anche una moltitudine di possibilità e occasioni per la divulgazione e la condivisione culturale, se utilizzato bene e con parsimonia.

Uno chef può diffondere il suo sapere e la sua passione attraverso un blog, così come allo stesso modo un aspirante giornalista può trovare occasioni per esprimersi. Un appassionato di cinema può sentirsi vicino a quel mondo scrivendo le sue opinioni sotto forma di recensioni e articoli, da diffondere per puro spirito di condivisione e di confronto con gli altri.

Grazie ancora a Giulio Muto per aver condiviso le sue belle riflessioni, mi auguro che avremo occasione di conoscerlo sempre meglio in futuro. Ti aspetto nei commenti in fondo alla pagina!

[link] Parole vive e idee per scrivere

«Pensiamo alla scrittura come a un allenamento che rafforza un muscolo importante, quello della comunicazione con le persone interessate al nostro lavoro».

Sono felice di condividere il nuovo articolo che ho scritto per C+B, ecco il sommario per avere una prima idea dei contenuti:

• smontare da subito il blocco dello scrittore

• scrivere: prima, durante e dopo

• creare una mappa di chi siamo per orientarci nella scrittura

• essere noi stessi, con equilibrio

• custodire il privato

• condividere ciò che è personale

• organizzare l’attività per concentrarci e dare spazio al nostro racconto

• lavorare per blocchi tematici

• partire da una parola per ogni contenuto

• pensare alle domande e alle richieste dei clienti

• rimanere allenati, per scrivere con meno fatica

• scrivere in modo consapevole.

Buona scrittura!

Leggi l’articolo completo: Come trovare le idee per scrivere?

Scrivere molto, scrivere poco

Tendi a scrivere molto, a disperderti, a vagare?

Va benissimo, ma per la prima fase della scrittura. 

Quando abbiamo vincoli di spazio, di formato, di peso ci concentriamo di più e meglio per organizzare valigie, arredi, scrivanie.

Questo vale anche per la scrittura.

Più vincoli ci sono, più la scrittura diventa densa, unica, tua: specchio della tua identità, come persona e come professionista.

Ma: come fare? Dopo aver creato una mappa o un testo di partenza, che ti serve per raccogliere le idee e per non lasciarle sfuggire, passa alla seconda fase: prima fai una pausa, una mezza giornata, la notte, un giorno; poi, crea un testo nuovo ponendoti, ad esempio, un limite al numero di parole da scrivere.

Crea una sorta di sommario, un indice, un testo concentrato mirato al tuo destinatario, con l’obiettivo chiaro sul messaggio da comunicare: una bio sintetica, la descrizione breve di un servizio, un elenco puntato di frasi.

Elimina le parole pigre, quelle che vedi ovunque, ed elimina gli aggettivi che non informano, che non dicono nulla di più.

Da qui puoi sviluppare un testo più articolato.

Oppure: tendi invece a scrivere poco, e fatichi a far fluire un testo medio o lungo? 

Se vuoi, ne riparliamo.

In entrambi casi, nel futuro prossimo, su NuoviConTesti LAB.

Parole invisibili?

No, molto di più.

Forse lo hai notato, o forse no, ma poco importa, davvero; e non mi offenderei.

Nelle ultime settimane ho diminuito la mia presenza nei media web e nei social, in quelli visibili per la precisione.

In alcuni spazi non immediatamente visibili, invece, sto lavorando parecchio e con molta soddisfazione.

Sì, per questo scampolo di mese e per il prossimo ho in progetto di mettere mano alla mia comunicazione, quella che realizzo per me, e quindi per te, e se ricevi già la mia newsletter presto avrai mie nuove notizie.

Uhm.

Ma quale newsletter?

Ah sì, non ho ancora una newsletter, scusami, ma la sto costruendo, sarà una cosa semplice ma densa, e spero potrà piacerti.

No, aspetta. Aggiornamento del giorno 8 maggio 2019: è nata la mia newsletter! La trovi qui.

Intanto te la annuncio qui tra le righe, poi ti darò notizia ufficiale al momento della sua uscita.

Ed ecco l’annuncio tra le righe ufficiale, come promesso! Da questa pagina puoi iscriverti alla mia newsletter.

Sarà una tra le novità di quest’anno, novità che vedono sempre persona e professione camminare di pari passo.

Non sapevo quando sarebbe successo, ma è successo. Da oggi puoi seguirmi anche attraverso la mia newsletter, che trovi qui.

Sto elaborando una comunicazione più raccolta, più significativa, più volta agli spazi privati senza dimenticare gli orizzonti aperti, quelli che danno aria nuova e respiro profondo.

Il mio sito sarà più essenziale e leggero, senza cambiamenti scenografici, anzi; ma occorrerà una buona potatura, come farebbe mio padre con piante e alberi bisognosi di nuova energia.

Sono partita nel 2012 a cavallo tra parole e immagini; nel 2018 ho iniziato ad aggiungere l’elemento uditivo, della voce, della mia stessa voce, con qualche sconfinamento musicale.

Tornerò a dare il primo posto al segno scritto, alla parola, per concentrarmi soprattutto sul testo e aiutare anche te a farlo.

Posterò meno immagini, meno fotografie, proprio per una questione di focalizzazione e di ricerca di senso.

Condividerò con te, se vorrai, il perché e il percome di ciò che sto elaborando.

Io sono tanto curiosa ed entusiasta di questo percorso che inizia a vedersi.

Si tratta di un nuovo inizio, ma che si innesta su qualcosa di molto radicato e solido.

Se vuoi parlare con me mandami la tua e-mail con un messaggio privato, ci risentiamo presto.

Storie di copy, di agende e di microinizi

Anche i copywriter hanno un’agenda.

Nel caso specifico, ho un’agenda cartacea giornaliera.

Da quest’anno.

Sì, perché fino all’anno scorso usavo un’agenda, sempre cartacea, ma settimanale.

Fino all’anno scorso ero una mamma lavoratrice che doveva, oltre che sui singoli giorni, avere la visione sulla settimana per non perdere il filo tra tutte le cose, agite e scritte.

Da quest’anno sono ancora una mamma lavoratrice, che però deve avere la visione sugli obiettivi di ogni giorno.

Per focalizzarmi sempre meglio e imparare a crescere attraverso il fare, nel rispetto delle scadenze che mi stabilisco.

Un cambiamento poco significativo?

No, perché i piccoli cambiamenti consapevoli, tutti insieme, fanno la differenza.

Una grandissima differenza.

Non si tratta di avere i superpoteri: si tratta di suddividere le situazioni complesse in microsituazioni.

E ho in cantiere un vasto orizzonte di microcambiamenti consapevoli.

Uno ogni giorno.

Ho un orizzonte di nuovi microinizi, dentro un percorso lungo che ha la durata di una vita intera.

La mia.