Di storie, di respiri e di consapevolezza

Raccontare per lavoro a volte lascia poco spazio per se stessi.

In questo blog – svolazzante sulla mia vita come un leggerissimo abito estivo – cerco di trovare quel respiro capace di far volare più in alto le storie che scrivo per dare voce a chi produce, offre servizi, aggiusta, vende: le storie di chi vive del proprio lavoro, delle proprie fatiche e delle proprie passioni.

Trovare uno dopo l’altro i momenti di consapevolezza e di concentrazione necessari non è sempre facile. E non si tratta di inventare nulla.

Questa mattina, tra il sonno e la veglia, ho avuto la conferma di una possibile strada da percorrere.

I momenti belli della vita, le parole che ricordi da sempre, i bagliori di umanità presenti in ogni storia sono piccole luci che appaiono e scompaiono: bisogna saperle vedere e coglierle al volo, portarsele dentro senza dimenticarle.

Ciò che conta sono minuscole scintille di calore, sono gli ultimi raggi di sole al crepuscolo su una collina già velata dal buio.

Tieni orecchie, occhi e cuore bene aperti, e respira: c’è ancora vita, se ci sono ancora storie belle, e ti assicuro che ce ne sono tantissime. Prima da ascoltare, e poi da raccontare.

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